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L’ANTIBIOTICORESISTENZA E IL RUOLO DELLE FARMACIE

Aggiornamento: 27 nov 2023


Antibiotici

cos’è l’antimicrobicoresistenza? La Farmacoresistenza è un fenomeno per il quale l’organismo umano o animale non reagisce più correttamente ai farmaci somministrati.


Il fenomeno può riguardare tutti i tipi di farmaci antimicrobici: antibatterici (cioè gli antibiotici), antifungini, antivirali, antiparassitari.

In Italia, il problema riguarda principalmente la resistenza agli antibiotici.

Si osserva un andamento stagionale molto marcato dei consumi nei mesi invernali correlato con i picchi di sindromi influenzali osservati nei diversi anni. L’analisi per area geografica conferma un maggior consumo al Sud e nelle Isole e al Centro rispetto al Nord.

Su base nazionale, l’analisi dell’utilizzo del farmaco per fascia d’età conferma un maggior consumo di antibiotici nelle fasce di età estreme, con un livello più elevato nei primi quattro anni di vita e dopo i 75 anni.


L’antibiotico più utilizzato è l’associazione amoxicillina/acido clavulanico e questo vale sia in ambito territoriale che ospedaliero.

Confrontando i consumi con quelli negli altri Paesi europei, il consumo territoriale si è mantenuto superiore rispetto a quello della media europea.

In Italia, quindi, l’utilizzo di antibiotici, pur essendo in calo, è ancora elevato rispetto alla media europea. Questo contribuisce a rendere più grave il problema dell’antibiotico-resistenza.


L’antibioticoresistenza rappresenta un problema di salute pubblica molto rilevante per via dell’elevato impatto epidemiologico sulla popolazione (incremento della morbosità e della mortalità) e dei pesanti oneri sociali ed economici correlati (perdite di vita e di giornate lavorative, prolungamento delle degenze e maggior utilizzo di procedure diagnostiche).

I farmaci di seconda linea, cui è necessario fare ricorso in presenza di infezioni causate da batteri resistenti sono spesso più costosi e più tossici, con possibile ulteriore impatto sanitario ed economico.


L’AMR in ambito clinico è in aumento in molti Paesi e riguarda la maggior parte dei batteri patogeni. Questa evoluzione rende problematica la terapia di molte infezioni, ed è aggravata dalla carenza di nuovi antibiotici, conseguente al rallentamento nella ricerca e sviluppo che si è verificato negli ultimi decenni in questo settore. Indicata anche come “crisi della resistenza agli antibiotici”, questa condizione rischia di riportarci all’era pre-antibiotica e di compromettere, ad esempio, la fruibilità di procedure mediche avanzate, come i trapianti di organi e tessuti, le terapie immunosoppressive, l’impianto di materiali protesici, che richiedono la disponibilità di antibiotici efficaci.


Cosa può fare la nostra farmacia per contrastare l’AMR

La farmacia, in quanto primo presidio territoriale del SSN, presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale, dal piccolo centro rurale, montano o insulare alla grande città, può dare un contributo significativo al contrasto dell’AMR.


Il primo fronte è quello della fornitura dei dati sui consumi dei farmaci erogati in regime di SSN. Le farmacie trasmettono mensilmente tutti i dati sui medicinali dispensati ai cittadini in convenzione con il SSN. Tali dati alimentano sia i Rapporti Osmed sia il Rapporto annuale sull’uso degli antibiotici in Italia, citato in precedenza.

Grazie a questi dati è possibile monitorare in tempo reale, su tutto il territorio nazionale, il consumo di tutti i farmaci e, quindi, anche degli antibiotici, individuando aree di consumo anomalo, possibili utilizzi impropri ovvero focolai di epidemie.


Al di là di questo aspetto, molto importante, ma efficace ex post, cioè una volta che i farmaci sono stati già prescritti e dispensati, la farmacia può svolgere un ruolo anche sul fronte della prevenzione e dell’educazione al corretto utilizzo degli antibiotici.

Questa capacità di raggiungere un vasto numero di persone può essere sfruttata in modo efficace, coinvolgendo le farmacie stesse, come già avvenuto in passato con campagne promosse dall’AIFA e dal Ministero della salute, in iniziative informative sul corretto ricorso agli antibiotici. Un ulteriore contributo che la farmacia può dare riguarda l’ambito della farmacovigilanza, cioè la rilevazione di eventuali avventi avversi prodotti dall’utilizzo degli antibiotici, nell’ottica di rendere consapevoli i cittadini del rapporto rischio/beneficio di tutti i farmaci, ma in modo particolare di farmaci il cui utilizzo non corretto determina conseguenze rilevanti sulla salute umana e animale e sull’ambiente.


Il contributo della farmacia su tutti questi fronti sarebbe molto più efficace se fosse attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico e, all’interno di quest’ultimo, il dossier farmaceutico, cioè la sezione nella quale la farmacia dovrà annotare tutti i farmaci dispensati al singolo cittadino. In tal modo sarà possibile rilevare agevolmente, al momento della dispensazione, un eventuale utilizzo ricorrente di antibiotici da parte di un singolo paziente e attivare le opportune iniziative di sensibilizzazione nei confronti del paziente stesso, di intesa con il medico prescrittore.

Ovviamente, anche la farmacia, in alcuni casi, ha delle responsabilità sul fronte dell’utilizzo non corretto degli antibiotici, nei casi in cui, in situazioni di emergenza, a fronte dell’impossibilità di reperire un medico, consegni tali farmaci, da esempio, a genitori preoccupati per la salute dei propri figli.

La nostra farmacia, in conclusione, assicura la piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni e con gli altri operatori sanitari per contrastare un fenomeno che ha conseguenze estremamente pesanti sulla tutela della salute collettiva e che richiede profondi cambiamenti comportamentali e culturali.

È fondamentale a questo proposito costruire sinergie sia sul fronte informativo che operativo per indirizzare gli sforzi di tutti verso i medesimi obiettivi di salute pubblica.

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